Il Presepe

La tradizione vuole che il primo presepe fu realizzato da San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio, in Umbria, impiegando come pastori gli abitanti del luogo. Intorno alla grotta, nella seconda metà del secolo XIII fu costruito un convento, ancora oggi visitabile.

Successivamente la sacra rappresentazione si diffuse in Italia Settentrionale con statue di legno di grandezza naturale. Nella seconda metà del Quattrocento, a Napoli, Pietro e Giovanni Alemanni, scultori del Nord-Italia, scolpirono figure presepiali nelle chiese di San Giovanni a Carbonara, di Sant’Eligio e dell’Annunziata; Pietro Belverte in San Domenico Maggiore e Giovanni da Nola in Santa Maria del Parto. Nel XVI secolo, nella città partenopea, alle grandi sculture lignee seguirono figure piccole in legno, argento e terracotta e furono realizzate non solo per ordini religiosi, ma anche per privati, come risulta dai documenti dell’Archivio Storico della Fondazione Banco di Napoli dei quali si danno alcuni esempi.

 

Archivio Storico dell’Istituto Banco di Napoli – Fondazione. Banco dello Spirito Santo, giornale matricola (g. m.) 5. Partita di 2 ducati, estinta il 6 marzo 1593. Al magnifico Gio Batta Longo D.2. Et per lui a mastro Guglielmo de Gautiere di Francia, dite sono in parte di ducati 9 che detto Gio Batta l’ha promesso pagare per la fattura che detto mastro ha promesso farli della figura della Madonna Santissima, di Santo Giuseppe di palmi tre e mezzo in circa di creta cotta et piantata con le figure di tre aquile, uno bove et animale, quali serviranno per lo presepio  in subcorpo della sua cappella della Croce che tutti saranno in creta cotta et piantata et grandi secondo sarà necessario et volendosi oro ce l’habbia da dare esso Gio Batta et da detto mastro ce l’habbia da ponere, qual’opera ha promesso consignarcela per tutto li 10 aprile prossimo venturo, acciò la domenica di palme se trovino fatte et poste al detto presepio, come per cautela per mano di notar Aniballe Mondello, a lui contanti.

 

Ivi. Banco dei Poveri,g. m. 470. Partita di 105 ducati, estinta il 28 aprile 1672. Ad Antonio Soda D.105. E per esso a Don Indaco Rota per altritanti. E per esso a Vincenzo d’Urso, dite in conto di ducati 200 e dieci per il presepe d’argento a lui venduto et consignato, cioè detto presepe è di peso libre 14 e onze cinque e mezzo che importano il prezzo di ducati 148,80 e ducati 60 di fattura e carlini 12 per una pedagna et una cascietta et l’altri ducati 105 ce ne ha fatto polisa pagabile nel mese d’agosto venturo 1672, et con sua firma per altritanti.

 

Ivi. Banco dell’Annunziata, g. m. 572. Partita di 15 ducati, estinta l’1 febbraio 1684. a suor Diodata Carrafa D.15. E per essa ad Agostino Tango. E per esso ad Elena Pignatiello per doverceli restituire ad ogni sua richiesta. E per essa a Pietro Ceraso in conto de ducati 100 per tanti convenuti fra esso et il monastero di Santa Chiara per l’intiero prezzo de pastori de Presepio, Angeli di Gloria col Dio Padre et altri Angeli d’altezza detti pastori fra huomini e femine palmi tre, due e mezzo e palmi due avantaggiati di tutta perfettione e bontà, con altri animali il tutto convenuto in una nota sottoscritta di propria mano di detto Ceraso, essendo tenuto et obligato consignare detti pastori et altro fra il termine di mesi quattro per tutto maggio 1684 e mancando dalla detta promessa sia tenuto a tutti danni, spese et interesse, et sia lecito al detto Monasterio farsi quelli fare da altro scultore a tutti danni, spese et interesse del detto Ceraso, con dichiarazone che non piacendo al detto Monasterio  qualche pastore o foritano[1] o altro contenuto in detta nota, sia tenuto detto Ceraso farlo di migliore conditione, quali Pastori habbia da fare con gli occhi di cristallo, con li capelli alla foritana, calzette e scarpe, secondo ricercherà la proportione del pastore o foritana del miglior modo e perfettione, affinchè tutta detta opera venghi ad intiera perfettione di quel modo e maniera che l’arte ricerca, contanti al detto con sua firma.

Ivi. Banco del Salvatore. Fede di credito di ducati 70 rilasciata il 12 dicembre 1780 a Filippo Cerillo (fig.1).

E per me li sudetti docati settanta li pagarete alli Signori Eredi del fu don Giovanni Columbo a complimento di docati settantaquattro, atteso gli manganti docati quattro l’hanno ricevuti in contanti, e tutti docati settantaquattro sono per Pastori Rustici Numero quattro per docati sedici, un Procitano e una Procitana docati undeci, due donne vestite bene per docati undeci, altra Ricca per docati sei, una altra eroica docati sei, e due Angioloni per docati otto, ed una Accademia cieca per docati undeci in tutto importantino docati settantaquattro : E con tal pagamento restano detti signori eredi saldati cioè per tutti senza aver altro da pretendere da me sottoscritto ne per questa ne per altra causa.

Napoli li quindeci dicembre 1780.Altri docati cinque per un cane lievriero oggi li quindici dicembre 1780. Filippo Cerillo. N.B. La somma viene pagata agli eredi Colombo il 16 gennaio 1781, come risulta dal libro maggiore nel quale è registrato il conto intestato a Filippo Cerillo. 

Tratto da Meridonarenews.it