Gli ospedali Napoletani

 

La loro nascita e loro prerogative dalle scritture dell’Archivio Storico del Banco di Napoli – Fondazione. Nel Cinquecento a Napoli c’erano nove ospedali.

Durante un convegno archivistico, tenutosi in una cittadina del Centro Italia, tra i vari interventi ci fu quello di un archivista che con grande soddisfazione annunziò che era terminato l’inventario di oltre cento cartelle contenenti pratiche riguardanti gli ammalati di mente della sua cittadina dalla fine dell’Ottocento agli inizi del Novecento. Gli furono tributati applausi meritati.

Grande, però, fu la meraviglia dei presenti quando durante il mio intervento dissi che a Napoli, tra le scritture contabili di nove ospedali custodite dall’Archivio Storico del Banco di Napoli sarebbe stato possibile trovare notizie a partire dal secolo XVI, quindi sapere le cure che si praticavano, cosa mangiavano gli ammalati, chi erano i medici e gli infermieri  e, molte volte, i nominativi dei ricoverati.

Gli ospedali erano: 1) S. Eligio (1270), che accoglieva donne povere e i forestieri che si ammalavano nella città partenopea; 2) S. Giacomo (1571), che accoglieva i poveri infermi di nazionalità spagnola; 3) Trinità dei Pellegrini (1579), ancora esistente, che accoglieva i poveri bisognosi e i pellegrini di passaggio per Napoli; 4) Annunziata (XIV secolo), ancora esistente, che accoglieva i poveri feriti o colti da forti febbri e, successivamente, i neonati abbandonati deposti nella sua celebre “ruota” degli esposti ; 5) S. Gennaro extramoenia, ancora esistente, antico monastero, servì da lazzaretto durante la peste del 1656 e, in seguito, fu ospedale dei poveri mendicanti ; 6) Pace (1587); 7) Nido (secolo XVI); 8) Cesarea (secolo XVI). Questi tre ultimi ospedali, non più esistenti, potevano per l’epoca ritenersi vere e proprie cliniche private ; 9) Incurabili, nato nel 1521 ed ancora oggi esistente nel centro di Napoli. Accoglieva tutti coloro che si presentavano alla sua porta e in particolare le partorienti di qualunque ceto sociale e coloro che erano colpiti da malattie ritenute incurabili, quali la tigna (zella), mal francese (sifilide), rogna (scabbia), malattie degli occhi e la pazzia. Per quanto riguarda i malati di mente occorre menzionare uno dei più famosi infermieri addetto a tali ammalati, mastro Giorgio Cataneo, dal cui nome deriva l’appellativo dato agli infermieri napoletani degli ospedali psichiatrici “Mastu Giorgio” ( cfr. doc. 2 e 3).

Documenti dai quali è possibile iniziare una fruttuosa ricerca:

1) Archivio Storico del Banco di Napoli ( A.S.B.N.), Banco dei Poveri, giornale copiapolizze matricola (g. m.) 80. Partita di 14 ducati e 70 grana del 18 settembre 1626. Dalli governatori dell’Ecclesia et Hospedale de S. Angelo a Nido ducati 14 e 70 grana pervenuti dalla vendita de un vestito, biancheria et altro ritrovato nel baullo de Gio Iacovo d’Alesio, morto nell’ Hospedale.

2) Ivi, Banco dello Spirito Santo,g. m. 461. Partita di 60 ducati del 24 aprile 1662,pp.680,681. Al dottor Salvatore Ciavarella D.60. Et per lui a mastro Giorgio Cataneo, mastro di pazzi della Casa Santa dell’Incurabili, e disse a compimento de ducati centodiecesette, atteso gl’altri ducati 57 l’ha ricevuti nel modo ut infra, quali ducati 60 se li pagano per la mesata che anticipatamente se li deve per la cura che tiene e fa del signor Gio Francesco Pomarico, pazzo e mentecatto, che tiene in suo potere per ordine del signor Don Stefano Padilla giudice della Gran Corte della Vicaria, commensario, fatto accesso col detto signor Padilla, mastro d’atti, scrivano e tre medici in casa del suo compare Antonio Quadrato dove detto Gio Francesco stava sistemato col peso che detto mastro Giorgio sia obligato continuamente e momentaneamente assistere alla cura di detto Pomarico colla persona di mastro Gioseppe d’Onofrio e tutte l’altre persone necessarie et esperte a detto esercitio di sanare pazzi, et anco di dare a mangiare a spese di detto mastro Giorgio a detto Pomarico tutto quello che ordinarà il signor Pietro Aniello Costa come medico ordinario che attende a sanare detto Pomarico; et anco di farle le biancarie nette, pigione di casa, foco, candele, oglio, servimento, e tutte cose e signatim della provisione del detto medico e robbe di spetiaria, siero, erbe per li bagni, acqua per li bagni e legna per detti bagni e l’altri ducati 55 detto mastro Giorgio l’ha ricevuti de contanti da detto Antonio Quadrato verso li 22 di marzo 1662 per la mesata, atteso per detto mese passato detto mastro Giorgio si contentò per detti ducati 55 dopo havendo fatto esperienza che non li bastavano diede memoriale al detto signor Padilla cercando altri ducati 10, et per ordine oretenus di detto signor Padilla s’ordinò che se li dessero altri ducati 5 per questo mese che altrimenti detto mastro Giorgio haverà licenziato detto Pomarico,  e l’altri carlini 20 sono per la compra di uno vaso di legno per fare il bagno a detto Pomarico, comprato per carlini 18 et l’altri carlini 2 per avere comprato uno bacile grande e una giarra con una carafa per cavare il siero che si ha da dare a detto Pomarico, dechiarando che con detti ducati 60 detto mastro Giorgio sta sodisfatto per tutto li 22 di maggio del presente anno 1662 et detti altri carlini 20 l’have ricevuti da esso de contanti che in tutto sono ducati 117 ( documento parzialmente pubblicato da V. Donato Catapano, in Matti agli Incurabili di Napoli, Napoli 1995,pp.44-45). Da questo documento che parla di  Giorgio Cataneo,mastro di pazzi della Casa Santa degli Incurabili, si comprende perchè a Napoli gli infermieri  degli ammalati di mente vengono chiamati MASTU GIORGIO.

 

3) Ivi, Banco dello Spirito Santo ,g. m. 462. Partita di 10 ducati del 12 giugno 1662. Al dottor Salvatore Ciavarella ducati 10. E per lui a mastro Giorgio Cataneo, mastro de pazzi dell’Incurabili, e sono ducati otto per giorni 16 che detto mastro Giorgio have assistito la matina solo al servizio del dottor Gio Francesco Pomarico, pazzo, cioè giorni sei prima di portarsi in casa di detto mastro Giorgio et altri giorni dieci dopo che detto dottor Francesco è ritornato in casa sua e cominciava a passare meglio, e l’altri carlini venti l’ha ricevuti da lui contanti.

 

4) Ivi, Banco dei Poveri, g. m. 630. Partita di 25 ducati del 27 gennaio 1688. Alli governatori della Casa Santa degli Incurabili  ducati 25. E per essi a mastro Domenico Giasione in soddisfazione di sue fatiche fatte con altri suoi compagni nel cavamento fatto nel pozzo della ruota de Matti di detta Santa Casa de palmi tre in circa d’altezza e per quanto contiene la fonte di detto pozzo di latezza ( larghezza), come per relatione del loro ingegnere Matteo Stendardo, come per istrumento di notar Nuntiante Gargiulo di Napoli.

 

5) Ivi, Banco della Pietà, g. m. 1311. Partita di 4 ducati e 16 grana del 28 aprile 1713. Alli governatori della Real Casa Santa degli Incurabili ducati 4,16.E per loro ad Angelo Claudio Carocci, e sono per la mesata finita a 31 marzo 1713 per li ducati 50 se li pagano l’anno per il peso tiene di medicare i poveri infermi dell’Ospedale di detta Santa Casa che patiscono il mal di pietra, ernie, impedimento d’orina, lavare e salare le sdraialietto con obligo di porvi tutte le candeline e balsami occorreranno a sue spese, e bisognando andare in quello della Torre del Greco, come anco a peso suo tutto il bisognevole, e resta sodisfatto del passato. E per lui a Domenico Cacace per altritanti.

 

6) Ivi, Banco di S. Eligio, g. m. 1193. Partita di 6 ducati e 55 grana del 3 gennaio 1749. Alli Governatori della Casa Santa degl’Incurabili ducati 6 e grana 55. E per loro al dottor chirurgo Giuseppe Ventura, cioè ducati 4 per la mesata finita ad ultimo decembre 1748, come medico dell’Ospedale delle donne di detta Santa Casa e per lo peso tiene di fare la lezione Anatomica tre volte al mese a giovani dell’ospedale degli uomini della medesima e ducati 1,50 per l’assistenza fa nell’occasione de poveri infermi dell’ospedale e ducati 1,50 per 30 palate di pane a ragione di grana tre e mezzo l’una.

 

7) Ivi, Banco della Pietà, g. m. 2047. Partita di 25 ducati del 19 giugno 1754. Alli Governatori della Real Santa Casa degl’Incurabili D.25. E per essi a Giovanni Vero a compimento di ducati 50 in conto delle pietre sta tagliando per i lavori di fabrica ed altro sta facendo per l’ingrandimento della Pazzaria e costruttura del nuovo teatro anatomico di detta Santa Casa e darne conto, giusta la relazione del loro magnifico ingegnere, atteso gli altri ducati 25 del detto compimento gli ha ricevuti per Banco con altra loro poliza.

 

8) Ivi, Banco del Popolo, g. m. 2009. Partita di 20 ducati del 26 febbraio 1773. Alli governatori degli Incurabili D.20. E per essi a Domenico Cotugno per il semestre finito a gennaio 1773 stabiliti pagarceli in ogni sei mesi per la lezione di chirurgia fa ai giovani del loro ospedale, giusta conclusione del 4 gennaio 1765.

 

9) Ivi, Banco di S. Giacomo, g. m. 2318. Partita di 100 ducati del 13 marzo 1784. Alla Real Casa ed Ospedale di S. Giacomo a disposizione del cavaliere Ferdinando Logerot ducati 100. Banco pagate al mastro fabbricatore Antonio Scala ducati 100 a compimento di ducati 360 ed in conto di tutti li lavori di fabbrica che ha fatto e sta facendo per il nuovo Teatro Anatomico del detto ospedale, come da certificato del regio ingegnere Gaetano Bronzuoli.

 

10) Ivi, Banco di S. Giacomo, g. m. 2462. Partita di ducati 61 e grana 66 del 4 gennaio 1787. A Tomaso Berio ducati 61,66, notata 20 dicembre 1786. Pagate al cavalier Giovanni Vivenzio direttore delle Regie Cattedre di Sua Maestà (Dio Guardi), erette nello spedale degli Incurabili del cadente mese di decembre di esso cavaliero favorirà pagare come segue cioè ad esso cavaliero l’annui ducati 120 per spese straordinarie di dette cattedre ducati 10, a Michele Tria professore della cattedra delle malattie degli occhi e della vescica per gl’annui ducati 100, ducati 88,33 e 1/3 a  Domenico Ferrara, professore della cattedra d’ostetricia per gli annui ducati 300 ducati 25; a Nicola Franchina, professore della cattedra delle operazioni chinergiche per gli annui ducati 120,10; a Sabato di Mauro, incisore anatomico per gli annui ducati 100, ducati 8,33, restando con tal pagamento tanto esso cavaliere, che i detti Professori sodisfatti del passato. E da me si fa in nome e parte del marchese di Salza Berio, mio fratello tesoriere eletto da Sua Maestà ed in vigore del ruolo generale.

 

©Eduardo Nappi – Riproduzione Riservata